WhatsApp è sicuro per i ragazzi? Una guida per i genitori

Is WhatsApp safe for kids to use? App safety guide for parents

WhatsApp è un’app di messaggistica che permette di inviare testi e messaggi vocali, effettuare chiamate vocali e videochiamate, e condividere immagini, documenti e altri tipi di contenuti multimediali, come sticker o GIF. Gli utenti possono creare chat di gruppo e avviare conversazioni con i propri contatti tramite il numero di telefono. WhatsApp è una delle app di messaggistica più popolari al mondo, e non fa eccezione per i più giovani: secondo il rapporto Qustodio 2025 sulle abitudini digitali dei ragazzi, WhatsApp risulta essere l’app di comunicazione più usata dagli under 18 a livello globale.

Cosa possono fare i ragazzi su WhatsApp?

C’è un motivo se WhatsApp è diventata una delle app di messaggistica più utilizzate, sia dagli adulti che dagli adolescenti. L’app offre numerose funzioni, tutte pensate per rimanere in contatto con amici e familiari: messaggi di testo, messaggi vocali, chiamate vocali e videochiamate — il tutto gratuitamente. Gli utenti possono inviare foto, documenti e usare funzioni interattive come sondaggi, reazioni e sticker. Sono disponibili anche funzioni come la condivisione della posizione, utile per ritrovare amici e familiari su una mappa o in un punto d’incontro stabilito.

Per usare l’app è necessario avere un numero di telefono: per questo motivo, spesso WhatsApp non rientra tra le prime preoccupazioni dei genitori fino a quando il figlio non riceve il suo primo cellulare. Tuttavia, ci sono diversi modi in cui i ragazzi possono usare WhatsApp e alcune funzioni più rischiose di cui i genitori dovrebbero essere consapevoli.

WhatsApp: i rischi di cui i genitori devono essere al corrente

Contenuti espliciti

WhatsApp non ha sistemi di moderazione o filtri integrati. Ragazzi e adolescenti possono facilmente condividere link, video e altri contenuti multimediali che possono essere espliciti o per adulti, senza che l’app li segnali e senza alcun controllo parentale. Per impostazione predefinita, tutte le immagini ricevute vengono salvate automaticamente nel rullino fotografico: questo significa che i minori possono ritrovarsi sul telefono con immagini imbarazzanti o indesiderate. Inoltre, la funzione che consente di creare sticker personalizzati, se da un lato è creativa e divertente, dall’altro rende molto semplice realizzare e condividere sticker di natura esplicita con amici e contatti.

Bullismo

Sebbene la maggior parte dei ragazzi usi WhatsApp per comunicare in modo sicuro, divertente e positivo, ci sono stati casi in cui la partecipazione a chat di gruppo ha portato a episodi di bullismo. La connettività comporta anche responsabilità: se un bambino ha problemi a scuola, questi possono facilmente seguirlo a casa attraverso i dispositivi, permettendo a bulli e commenti offensivi di raggiungerlo in qualsiasi momento del giorno o della notte. I ragazzi possono essere aggiunti a gruppi contro la loro volontà, ricevere messaggi offensivi, foto o video inappropriati, e voci o pettegolezzi possono diffondersi rapidamente tramite app come WhatsApp.

Contenuti che scompaiono

Gli utenti possono inviare foto e video con la funzione “Visualizza una volta”, che fa scomparire i contenuti dalla chat dopo che il destinatario li ha aperti, o dopo 14 giorni se non vengono visualizzati. Inoltre, le foto e i video non vengono salvati sul dispositivo del destinatario, indipendentemente dalle impostazioni. Resta però possibile effettuare screenshot o registrazioni dello schermo (anche se WhatsApp sta sviluppando funzioni per impedirlo) e i contenuti offensivi inviati come “Visualizza una volta” possono comunque essere segnalati, anche se non sono più visibili in chat.

Notifiche e stato di lettura

WhatsApp include impostazioni predefinite che possono trasmettere un senso di urgenza o di “disponibilità costante”. La prima è lo stato di lettura dei messaggi: una piccola doppia spunta blu nell’angolo in basso a destra indica che il messaggio è stato letto dal destinatario. Questa funzione è sempre attiva nelle chat di gruppo e non può essere disattivata in tale contesto, mentre può essere disabilitata nelle chat individuali. WhatsApp mostra anche lo stato online dei contatti: “Ultimo accesso” indica l’ultima volta che un utente è stato attivo sull’app, mentre “Online” segnala se si sta utilizzando l’app in un preciso momento ed è visibile in tempo reale.

Privacy

Per registrarsi a WhatsApp bisogna inserire il proprio numero di telefono. In questo modo, il contatto può diventare visibile se i ragazzi vengono aggiunti a chat di gruppo o conversazioni multiple, esponendoli al rischio di interazioni con sconosciuti.

Sebbene i messaggi e le chiamate su WhatsApp siano protetti dalla crittografia end-to-end (quindi terze parti, compresa WhatsApp stessa, non possono leggerne il contenuto), l’azienda conserva comunque i dati forniti dagli utenti e le informazioni raccolte durante l’uso dell’app, come avviene con la maggior parte delle applicazioni. Per esempio, raccoglie dati sull’utilizzo del servizio, sull’orario, la frequenza e la durata delle attività. WhatsApp può inoltre condividere alcune di queste informazioni con terze parti, il che rappresenta un potenziale rischio per la privacy.

Chat di gruppo

Chiunque utilizzi WhatsApp può aggiungere altri utenti a chat di gruppo senza il loro consenso, a meno che questa opzione non venga disattivata. Per impostazione predefinita, infatti, la preferenza “Chi può aggiungermi ai gruppi” è impostata su “Tutti”. Questo è un problema, perché consente a qualsiasi utente WhatsApp (ovunque si trovi) di aggiungere tuo figlio a un gruppo senza autorizzazione. Anche dopo aver modificato l’impostazione, i genitori devono ricordare che ogni gruppo WhatsApp ha un link di invito univoco, che può essere condiviso tramite email, SMS o altre piattaforme, anche con utenti che non hanno un account WhatsApp.

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Rendere WhatsApp più sicuro per gli adolescenti

WhatsApp richiede che gli utenti abbiano almeno 13 anni per registrarsi (o di più, a seconda delle normative locali). Se tuo figlio ha 13 anni o più ed è pronto a usare servizi di messaggistica come WhatsApp, oppure se ne ha bisogno per rimanere in contatto con amici e familiari, ecco alcuni passaggi per rendere l’esperienza più sicura.

1. Aggiungere solo contatti conosciuti

Assicurati che tuo figlio aggiunga e interagisca solo con persone che conosce nella vita reale. Per evitare che venga aggiunto a gruppi indesiderati, imposta la preferenza “Chi può aggiungermi ai gruppi” su “I miei contatti” o “I miei contatti eccetto…”. Questo può ridurre il rischio che venga aggiunto da numeri sconosciuti, ma ricorda che ogni gruppo ha un link di invito univoco che può essere condiviso ovunque. È quindi importante che tuo figlio sappia riconoscere i rischi e impari a riflettere prima di unirsi a gruppi online. Mostragli anche come bloccare utenti e uscire da conversazioni indesiderate.

2. Modificare le impostazioni per proteggere la privacy

Usa le impostazioni di sicurezza integrate di WhatsApp e personalizza le impostazioni dell’app di tuo figlio per assicurarti che la sua privacy sia protetta e che l’esperienza d’uso sia complessivamente più sicura. Ci sono diverse opzioni che puoi modificare:

  • Assicurati che la “Posizione in tempo reale” sia disattivata sia nelle impostazioni del dispositivo sia in quelle dell’app.
  • Imposta “Ultimo accesso” e “Online” su “Nessuno” o “I miei contatti”.
  • Imposta il “Messaggio di stato” su “I miei contatti” e assicurati che tuo figlio sappia di non condividere mai contenuti su altre piattaforme al di fuori di WhatsApp.
  • Disattiva la funzione “Salva nel rullino foto” su iOS, il pulsante “Visibilità dei media” su Android e i download automatici, per evitare che contenuti potenzialmente inappropriati vengano salvati sul telefono di tuo figlio.

Anche i messaggi effimeri possono essere disattivati, ma la procedura è un po’ più complessa: bisogna entrare nella chat individuale, toccare il nome del contatto e selezionare “Disattivato” nella sezione dedicata ai messaggi effimeri. Questa impostazione può essere modificata in qualsiasi momento da chiunque faccia parte della chat, quindi è importante parlarne e spiegargli come funziona. Spiega a tuo figlio che i “messaggi effimeri” non garantiscono la scomparsa definitiva dei contenuti: qualcuno potrebbe comunque salvarli o condividerli. È importante che non invii mai contenuti pericolosi o dannosi.

3. Parla con tuo figlio del cyberbullismo

Come in tutte le app di messaggistica, anche su WhatsApp il rischio di episodi di bullismo online è reale. La maggior parte dei ragazzi usa l’app in modo positivo, per comunicare in maniera sicura e divertente, ma ci sono stati casi in cui la partecipazione a chat di gruppo ha portato a comportamenti offensivi o vessatori. Prima che inizi a usare WhatsApp, tuo figlio dovrebbe sapere che può sempre rivolgersi a te o a un adulto di fiducia se si sente a disagio o turbato da ciò che accade sull’app.

Se tuo figlio dovesse subire episodi di cyberbullismo, può essere utile fare uno screenshot delle conversazioni offensive o inadeguate. Tuttavia, è fondamentale spiegare che non deve mai fare screenshot di immagini contenenti nudità, neppure come prova. Assicurati che sappia come segnalare episodi di bullismo online, bloccare gli utenti e, soprattutto, cosa significhi comportarsi con gentilezza anche sul web.

4. Attiva la verifica in due passaggi

La verifica in due passaggi su WhatsApp richiede la creazione di un PIN a sei cifre. Questo PIN deve essere inserito ogni volta che l’account viene registrato su un nuovo dispositivo. In questo modo si aggiunge un ulteriore livello di sicurezza all’account di tuo figlio. La verifica in due passaggi può proteggere i ragazzi da accessi non autorizzati, ad esempio se qualcuno tenta di registrare il loro numero su un altro dispositivo o se dei malintenzionati riescono a ottenere il numero di telefono o altre informazioni personali.

5. Monitora l’uso dell’app e il suo impatto

Non è possibile eliminare del tutto il rischio che tuo figlio riceva contenuti inappropriati o venga contattato da sconosciuti. Puoi però tenere sotto controllo la sua esperienza digitale e aiutarlo a interpretare ciò che vive online. Le funzionalità di monitoraggio di Qustodio ti avvisano se tuo figlio invia o riceve messaggi preoccupanti. Gli alert intelligenti basati su intelligenza artificiale monitorano sia i messaggi tradizionali sia WhatsApp, avvisandoti subito in caso di contenuti legati a bullismo, autolesionismo, assenze scolastiche o altre situazioni delicate. Questo ti permette di rispettare la sua privacy, ma allo stesso tempo di intervenire quando serve.

WhatsApp è una delle app di messaggistica più diffuse al mondo e, in molti Paesi, non è questione di “se” i ragazzi la useranno, ma di “quando”. Proprio per questo, è importante che i genitori aiutino i figli a configurare correttamente le impostazioni di sicurezza e valutino con attenzione se l’uso dell’app è appropriato per la loro età. Mantenere un dialogo costante e offrire supporto è essenziale per aiutare i ragazzi ad affrontare problematiche diffuse come il bullismo o la pressione di essere sempre connessi.