Le ultime evidenze mostrano che le famiglie cercano indicazioni pratiche per introdurre limiti digitali mentre i ragazzi trascorrono sempre più tempo tra feed social, video brevi e nuovi strumenti di IA.
10 FEBBRAIO 2026 — Oggi Qustodio, parte del gruppo Qoria, ha pubblicato il suo Report Annuale sui Dati 2025 dal titolo Lost in the Scroll: Parenting the Algorithms, Apps, and AI Shaping Childhood (tradotto in italiano Nel vortice dello scroll: educare tra algoritmi, app e IA che stanno ridefinendo l’infanzia), ovvero un’analisi su come i ragazzi di tutto il mondo utilizzano la tecnologia e su come i genitori stanno reagendo in un contesto digitale sempre più immersivo, interattivo e guidato dagli algoritmi.
Giunto alla sua settima edizione, il report analizza le abitudini digitali dei ragazzi in un momento di crescente attenzione pubblica, regolamentazione e dibattito sull’uso di social media, gaming e strumenti basati sull’intelligenza artificiale. Mentre i genitori si trovano a gestire messaggi contrastanti (dai benefici delle “digital detox” al potenziale senza precedenti degli strumenti di IA) il report esamina in modo concreto come i ragazzi trascorrono il loro tempo online (utilizzo di app tra video online, social media, comunicazione, istruzione, gaming e chatbot IA) e come famiglie e scuole stanno rispondendo a un uso sempre più intenso.
“La tecnologia non è più passiva — risponde, guida le conversazioni, intrattiene, educa e, talvolta, può anche fuorviare,” ha dichiarato Teodora Pavkovic, Director of Wellbeing and Parent Advocacy di Qustodio. “I dati più recenti mostrano che i genitori sono chiamati a gestire molto più del semplice tempo davanti allo schermo: oggi l’educazione si divide tra feed, algoritmi e strumenti IA, in un clima di crescente preoccupazione e scrutinio pubblico. Le famiglie desiderano indicazioni chiare e pratiche per continuare a essere presenti e sostenere uno sviluppo digitale sano.”
Gli algoritmi modellano sempre più l’esperienza digitale dei ragazzi
Lo studio si basa su dati anonimi relativi all’uso di app e web raccolti tra il 1° gennaio 2025 e il 31 dicembre 2025 da oltre 400.000 famiglie con figli tra i 4 e i 18 anni a livello globale, insieme ai contributi di 10.000 scuole negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Australia. Inoltre, Qustodio ha effettuato sondaggi tra 1.361 genitori in sei Paesi (Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Spagna, Brasile e Australia) che utilizzano strumenti di parental control e benessere digitale, per comprendere meglio come vengono introdotti limiti e quali siano le principali preoccupazioni in un’epoca di connessione ininterrotta.
Tra i principali risultati del report 2025:
- I ragazzi negli Stati Uniti trascorrono più tempo alle prese con video brevi rispetto ai coetanei di altri Paesi: gli utenti TikTok superano in media le 2,5 ore al giorno, rendendola la piattaforma con il maggiore tempo di utilizzo tra quelle analizzate.
- Il tempo trascorso su Roblox negli Stati Uniti resta tra i più alti a livello globale: oltre 2,5 ore al giorno nel gaming desktop, a dimostrazione della natura sociale e immersiva di questi ambienti di gioco.
- Nonostante la popolarità, Roblox è risultata l’app di gaming mobile più bloccata dai genitori statunitensi nel 2025, segnale di crescente preoccupazione legata a interazioni sociali, chat in-game ed esposizione a contenuti inappropriati.
- YouTube continua a rappresentare un feed “sempre attivo” per i ragazzi negli Stati Uniti, che lo utilizzano quasi il doppio rispetto ai coetanei in Spagna, con una media di 86 minuti al giorno.
- I genitori statunitensi introducono limiti digitali sempre più precocemente: la maggior parte utilizza per la prima volta strumenti di controllo tra i 10 e i 12 anni, spesso in occasione del primo smartphone.
- L’uso dell’IA sta diventando sempre più diffuso a livello globale: quasi un terzo dei ragazzi ha utilizzato strumenti AI nel 2025, principalmente per il supporto scolastico, ma sempre più anche per consigli e conversazioni.
- Le preoccupazioni legate alla sicurezza online restano elevate: il 64% dei ragazzi ha ricevuto nell’ultimo anno almeno un messaggio potenzialmente molesto, evidenziando perché molti genitori scelgono strumenti di monitoraggio e limiti precoci.
- La dipendenza dagli strumenti AI rappresenta la principale preoccupazione per il 76% dei genitori, seguita dal rischio di disinformazione e dall’uso scorretto in ambito scolastico.
Il report raccoglie anche testimonianze dei diretti interessati. Un genitore statunitense ha dichiarato: “La storia viene riscritta ogni giorno, la disinformazione è ovunque, l’IA fornisce risposte come se esistesse una nuova verità. Ma quali sono le fonti? Quanto è affidabile questa verità? I ragazzi non sanno come metterla in discussione per ottenere risposte reali.”
I risultati suggeriscono che le famiglie non vogliono che i ragazzi si disconnettano dalla tecnologia, ma cercano strumenti concreti per restare presenti, introdurre limiti adeguati all’età e favorire abitudini sane in un mondo sempre attivo.
“Questo report riflette la realtà attuale delle famiglie negli Stati Uniti: le vite digitali dei ragazzi evolvono più rapidamente delle regole e delle linee guida disponibili,” ha affermato Viktorija Miliajeva, CEO di Qustodio. “Le reazioni basate sulla paura e le soluzioni standardizzate dominano il dibattito, ma non rispecchiano la vita reale delle famiglie. In Qustodio crediamo che il progresso nasca dall’unione tra dati e indicazioni pratiche, tra conoscenza e presenza, così che i genitori possano proteggere i propri figli senza impedirne l’apprendimento, la connessione e la crescita.”
Oltre all’analisi dei dati, Nel vortice dello scroll integra contributi di esperti, offrendo supporto concreto su temi come l’introduzione del primo smartphone, la gestione dei video brevi, la navigazione delle chat di gioco e la comprensione dei cosiddetti AI companion. Accedi al rapporto completo qui sotto.
Qustodio
Qustodio è leader mondiale nella sicurezza online e nel benessere digitale per le famiglie. Dal 2012 offre una soluzione multipiattaforma per famiglie e scuole, aiutando oltre 9 milioni di famiglie a proteggere i ragazzi dai rischi online e a sviluppare abitudini digitali sane e consapevoli. Disponibile in oltre 180 Paesi e in 8 lingue, Qustodio supporta le famiglie nell’affrontare con maggiore consapevolezza un mondo sempre più connesso. Dal 2022 Qustodio fa parte del gruppo Qoria, impegnato a proteggere il percorso digitale di ogni ragazzo attraverso una collaborazione di livello globale tra scuole, genitori ed educatori nella sicurezza informatica.
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